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Luglio 6, 2026

Goodbye Marco torna con S***O: un EP che racconta il desiderio senza maschere

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C’è un aspetto che rende S***O diverso da molti progetti che affrontano lo stesso tema: Goodbye Marco non usa il sesso per costruire un’immagine, ma per smontarla.

Il nuovo EP, secondo capitolo di MILANO, S***O, FANTASMI., prosegue il percorso iniziato con FANTASMI. e aggiunge un nuovo livello alla narrazione dell’artista. Se il primo progetto guardava ai fantasmi del passato e alle ferite ancora aperte, questa volta il centro del racconto sono le relazioni, le dipendenze emotive e il modo in cui la paura di soffrire finisce per cambiare il nostro modo di amare.

Un concept che va oltre il titolo

Il titolo potrebbe trarre in inganno. In realtà, S***O utilizza la sessualità come una metafora per parlare di qualcosa di molto più profondo: il bisogno di sentirsi accettati, la ricerca di connessioni autentiche e la difficoltà di costruirle in un presente sempre più veloce.

Nel racconto di Goodbye Marco, il sesso diventa un luogo in cui convivono desiderio e insicurezza, libertà e dipendenza, attrazione e paura. Non c’è alcuna celebrazione dell’eccesso, ma la volontà di osservare quei meccanismi che spesso trasformano l’amore in un continuo rincorrersi senza mai incontrarsi davvero.

È una prospettiva insolita, soprattutto all’interno del panorama rap, dove questo tema viene spesso affrontato da un punto di vista completamente opposto.

Milano resta il filo conduttore

Anche questo nuovo capitolo mantiene vivo il rapporto con Milano. Non viene raccontata direttamente, ma continua a influenzare tutto il progetto.

È la città delle opportunità, ma anche quella delle relazioni veloci, della diffidenza e della continua ricerca di qualcosa che sembra sempre sfuggire. Goodbye Marco la descrive come un luogo capace di alimentare sia il desiderio di costruire qualcosa sia la paura di lasciarsi coinvolgere davvero.

È proprio in questo equilibrio precario che nasce S***O.

Un’identità sonora sempre più definita

Le produzioni di Haru continuano a rappresentare uno dei punti di forza del progetto. Il lavoro fatto insieme a Goodbye Marco appare ormai perfettamente riconoscibile: le basi accompagnano il racconto senza mai rubargli spazio, creando atmosfere che cambiano insieme alle emozioni dei testi.

Anche i featuring seguono la stessa logica. Haru apre il progetto insieme a Goodbye Marco in 2 GIRI, mentre Due Baci, Fè e Onnah contribuiscono ad ampliare il racconto mantenendo intatta l’identità dell’EP.

Non sembrano collaborazioni inserite per fare numero, ma parti di uno stesso percorso.

Goodbye Marco continua a costruire un universo coerente

La scelta di dividere MILANO, S***O, FANTASMI. in tre capitoli si conferma una delle idee più interessanti del progetto. Ogni uscita affronta un tema diverso, ma tutte condividono lo stesso linguaggio, la stessa estetica e la stessa volontà di raccontare una generazione alle prese con fragilità, aspettative e ricerca di autenticità.

Con S***O, Goodbye Marco aggiunge un nuovo tassello a questo percorso, scegliendo ancora una volta la sincerità invece della costruzione del personaggio.

È un EP che non pretende di dare risposte, ma che riesce a fare qualcosa di forse ancora più importante: trasformare esperienze intime in domande che riguardano tutti.

Ed è proprio questa capacità di raccontare il presente senza inseguire formule già viste che continua a rendere il percorso di Goodbye Marco uno dei più interessanti della nuova scena urban italiana.

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