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Ottobre 23, 2026

SKÈ, due parole su KUMBAYA: L’HIP-HOP CAMBIA FORMA E TROVA NUOVE DIREZIONI

C’è qualcosa di interessante negli artisti che scelgono di non considerare l’hip-hop un territorio dai confini invalicabili, ma un punto di partenza da cui esplorare altre possibilità. Skè, classe 2004, originario di Macerata, appartiene a questa categoria e con Kumbaya, il suo primo disco ufficiale indipendente, porta avanti una ricerca musicale che merita attenzione.

Il progetto nasce da una formazione profondamente legata alla cultura hip-hop, prima attraverso il breaking e successivamente con il rap, ma sviluppa un’identità sonora che attraversa amapiano, afrobeat, afropop ed elettronica. La componente rap non scompare, piuttosto cambia collocazione, mantenendo un ruolo centrale nella scrittura e nell’attitudine mentre le produzioni aprono a strutture ritmiche meno convenzionali.

Il lavoro di Maso, produttore principale, insieme a Mosca e Federico Baldanza, costruisce un intreccio di percussioni, sintetizzatori, strumenti acustici e campionamenti vocali, con un utilizzo del vocoder che contribuisce alla dimensione espressiva del progetto. Un approccio nel quale la contaminazione non sembra rispondere alla necessità di inseguire una tendenza, ma alla volontà di sviluppare un linguaggio musicale riconoscibile. Anche sul piano narrativo Kumbaya presenta una direzione precisa: partenze, ritorni, nostalgie, incontri e trasformazioni personali diventano gli elementi di un racconto che attraversa esperienze individuali e sentimenti condivisi.

 

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La presenza di Damian Tabier arricchisce ulteriormente un progetto che trova nella collaborazione e nella libertà creativa due elementi fondamentali. Il valore di Kumbaya risiede soprattutto nella coerenza della sua intenzione artistica: non rinnegare le proprie radici, ma utilizzarle per costruire qualcosa di diverso.

Skè dimostra di voler andare oltre le formule più immediate del rap contemporaneo, privilegiando ricerca, scrittura e costruzione di un immaginario personale. In un panorama spesso dominato dalla riconoscibilità istantanea, Kumbaya rappresenta una proposta positiva e interessante per chi cerca nell’hip-hop anche il coraggio di sperimentare, ricordando che l’identità di un artista non dipende necessariamente dal genere che interpreta, ma dal modo in cui riesce a farlo proprio.

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