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Giugno 27, 2025

“+ Culo”: Picciotto graffia con ironia il mondo del rap

Nel panorama musicale odierno, dove l’apparenza spesso pesa più della sostanza, Picciotto sceglie di usare le parole come un’arma affilata. Il suo nuovo brano, “+ Culo”, non è solo una traccia, ma una presa di posizione: un inno ironico e tagliente alla frustrazione di chi lotta con il talento mentre vede altri salire grazie alla fortuna o alle scorciatoie. In questa intervista, l’artista siciliano ci accompagna dietro le quinte del suo lavoro, tra critica sociale, satira grottesca e voglia di scuotere le coscienze. Con lo stile di un clown che fa ridere mentre sanguina, Picciotto parla del rap come atto politico, della società-spettacolo e di quanto, oggi più che mai, per emergere serva davvero avere… “+ culo”.

 

 

“+ Culo” è un brano che mette in discussione l’idea che basti solo il talento per emergere. Cosa ti ha spinto a scrivere questo pezzo?

La verità, nuda e cruda. In un momento storico dove vedi gente diventare “qualcuno” più per visibilità che per sostanza, sentivo il bisogno di dire a voce alta quello che tanti pensano ma pochi dicono: il talento spesso non basta. E allora ho scelto di usare l’ironia per raccontare una realtà dove chi ha + culo va avanti, mentre chi si fa il mazzo resta fermo.

La fortuna, l’opportunismo e le apparenze sono temi forti nel tuo testo. Quanto pensi che questi fattori influenzino davvero il successo nel rap e nella società?

 

Purtroppo, oggi fanno più strada una faccia fotogenica e un algoritmo ben allenato che anni di gavetta e sudore. Nel rap, come nella vita, c’è chi arriva in vetta col pass, e chi, anche col talento vero, si ritrova a guardare dal basso. Ma non è solo colpa del sistema, è anche di chi lo accetta senza reagire. Con questo brano volevo smuovere, far riflettere… e magari far ridere con l’amaro in bocca.

Nel brano usi un linguaggio molto diretto e ironico, quasi da clown contemporaneo. Come bilanci la satira con la serietà del messaggio?

Il clown fa ridere mentre piange, e questo è un po’ il mio stile. Non ho mai avuto paura di usare parole forti o immagini grottesche, perché sono parte della realtà che viviamo. La satira è un’arma potente: ti fa arrivare dritto al punto senza sembrare moralista. E in tempi come questi, serve più che mai.

Il videoclip è un circo animato, surreale e grottesco. Quanto è importante per te la componente visiva nella comunicazione dei tuoi messaggi?

Fondamentale. La musica ti arriva alle orecchie, ma le immagini te la fissano in testa. Il circo è la metafora perfetta per raccontare il mondo che vedo: un grande spettacolo dove ognuno recita una parte, spesso assurda. L’animazione in stile cartoon, curata da Ronf Animation, amplifica quel senso di follia e verità che volevo trasmettere. E poi nel video ci siamo tutti: io, LadyTiz, DJ Crocetta, DRX… ognuno con il suo ruolo da giocoliere del sistema.

In “+ Culo” affronti anche ruoli di genere e cliché sociali in modo provocatorio. Che reazioni ti aspetti dal pubblico?

Mi aspetto reazioni, nel bene e nel male. Chi ascolta con la testa capirà che è tutto parte di una provocazione consapevole, che uso l’assurdo per parlare del reale. Chi invece si ferma alla superficie magari si scandalizzerà. Ma va bene così: se una canzone mette tutti d’accordo, vuol dire che non ha detto niente di importante.

Pensi che il rap italiano stia diventando troppo “commerciale” e meno attento a raccontare verità scomode?

Il rap nasce come urlo del disagio. Se diventa solo intrattenimento da playlist, perde la sua anima. Oggi c’è tanto rap che suona bene ma non dice nulla. Io non giudico chi sceglie quella strada, ma sento il dovere di continuare a usare il microfono come una penna che graffia, non come un filtro bellezza.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Stai lavorando a nuovi singoli o a un album?

Assolutamente sì. “+ Culo” è solo un capitolo. Sto lavorando a nuova musica, con la stessa voglia di dire le cose come stanno, ma sperimentando anche nuovi suoni e collaborazioni. Non escludo un album, ma per ora preferisco parlare poco e scrivere tanto. Quando sarà il momento, arriverà. Il prossimo singolo sarà per certi versi un continuo “+ Culo” ma con altro significato nascosto ahhahahaah.

Se potessi dare un consiglio a chi si affaccia ora al rap, qual è la cosa più importante da tenere a mente in questo “gioco”?

Non dimenticare perché hai iniziato. Non farti sedurre dalle views facili o dai trend del momento. Il rap è libertà, verità, identità. Se ci metti l’anima, anche se non arrivi in vetta subito, arriverai a chi conta: chi ti ascolta davvero. E, se proprio non dovesse bastare… ci vuole + culo!

 

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