Con “UNDICI”, fuori venerdì 10 aprile su tutte le piattaforme digitali, Secco e Carlito Shak3 firmano un progetto compatto e profondamente identitario.
Un disco che nasce dalla scissione dell’artista e dalla convivenza di due lati opposti della stessa persona, che si riflettono e si fondono in un’unica realtà. Il titolo racchiude proprio questo concetto: l’1 che si specchia nell’altro 1, simbolo di una dualità che attraversa l’intero lavoro.
“UNDICI” è costruito come un percorso diviso in due metà. La prima parte è più istintiva, cruda e legata alla fast life: immagini dirette, attitudine street e una scrittura senza filtri che racconta eccessi, marginalità e vita notturna. Le produzioni di Carlito Shak3 accompagnano questa dimensione con sonorità dure e compatte, lasciando spazio a punchline, incastri metrici e un approccio viscerale. In questo contesto si inseriscono le collaborazioni con Nerone e Dani Faiv in “La scimmia fa”, insieme agli interventi di Axos, Gin Tony e Faser, che amplificano l’impatto e la dimensione competitiva del progetto.
Con l’interlude centrale il disco cambia prospettiva. La seconda metà mette in luce il lato più intimo e vulnerabile dell’artista, affrontando relazioni tossiche, fragilità emotiva e introspezione personale. La scrittura diventa più narrativa e sentimentale, ma mantiene la stessa crudezza che caratterizza l’intero progetto. Le emozioni emergono senza filtri, tra disillusione e dipendenza emotiva, dando vita a una seconda parte che completa e ribalta la prima.
La chiusura del disco rafforza il concept della dualità: dopo l’esposizione del lato più umano e fragile, il racconto torna a confrontarsi con il contesto urbano e sociale. La bonus track “A Milano c’è la peste”, con Nepho Rogodentro e Morto 47, restituisce un’immagine cupa e degradata della città, chiudendo il cerchio narrativo del progetto.
“UNDICI” è un album che vive di contrasti ma mantiene una forte coerenza interna. Due lati della stessa identità che convivono senza compromessi: da una parte l’impulso, la strada e l’eccesso, dall’altra la fragilità, la perdita e l’introspezione. Un lavoro personale e diretto, in cui Secco e Carlito Shak3 trasformano la dualità in struttura narrativa, dando vita a un disco che sceglie di stare nel buio per raccontarlo senza filtri.