Carma porta la vita reale dentro il rap con “2 Passi la Notte”
Non servono necessariamente grandi eventi per costruire un disco. A volte bastano una città, qualche chilometro percorso a piedi, le persone giuste e abbastanza cose da aver vissuto da poterle trasformare in barre. È da questa materia quotidiana che parte Carma con “2 Passi la Notte”, il suo primo album solista ufficiale, pubblicato il 21 settembre.
Classe ’99 e originario dell’entroterra veneziano, Carma arriva al progetto dopo oltre dieci anni trascorsi dentro l’hip hop. Dalla GodS Crew, fondata nel 2013 insieme agli amici di sempre, fino all’esperienza con Classe Veneta e alla pubblicazione de “L’Avidità” nel 2024, il suo percorso è sempre stato fortemente legato alla dimensione collettiva.
“2 Passi la Notte” non rinnega quella storia, ma la porta dentro un racconto più personale.
Il disco nasce in gran parte durante le camminate notturne dell’artista, tra Venezia, Trento e i luoghi attraversati nel corso degli anni. La notte diventa così il momento in cui rallentare abbastanza da osservare ciò che durante il giorno tende a sfuggire: amicizie, ricordi, rapporti familiari, lavoro, feste, solitudine e quella provincia che spesso resta sullo sfondo, ma che qui diventa parte integrante della narrazione.
L’apertura con “House Lights Down” guarda direttamente alle origini. Carma ripercorre i primi incontri con il rap, le crew, i live e gli episodi che ne hanno formato l’identità musicale. È un modo per mettere subito in chiaro che il disco non nasce dal nulla, ma rappresenta il punto di arrivo di una storia iniziata molto prima.
La componente più collettiva emerge in brani come “Belli di Notte” e “Total 90”. Il primo restituisce immagini leggere di fine estate, amicizia e serate condivise, mentre il secondo porta al centro il concetto di squadra e la necessità di mantenere una coerenza tra quello che si racconta e quello che realmente si vive.
Proprio l’autenticità è uno degli elementi che attraversano maggiormente il progetto. Carma evita di costruire un personaggio distante dalla propria esperienza e preferisce partire da situazioni riconoscibili, anche quando questo significa ridimensionare alcuni archetipi tradizionali del rap.
Succede in “Hustler Medio Italiano”, dove il concetto di hustler viene allontanato dall’immaginario criminale e riportato alla quotidianità di chi affronta problemi, responsabilità e giornate complicate cercando comunque di restare in piedi. Un approccio meno cinematografico e più concreto, perfettamente coerente con il resto dell’album.
I luoghi diventano poi contenitori di memoria. In “Lost in Camden”, insieme a Dr. Nesio, Carma torna alle settimane trascorse a Londra quando aveva diciassette anni, tra birrerie di periferia e lunghi tragitti a piedi. In “Ogni Nome un Calco”, invece, il centro è Trento e soprattutto le persone incontrate durante gli anni trascorsi in città tra studio, lavoro e musica.
Anche quando il tono si fa più intimo, il disco mantiene la stessa misura. “Leggenda Narra”, dedicata al nonno dell’artista e condivisa con il fratello Manesi, affronta una perdita personale senza trasformarla in un esercizio di retorica, mentre “Occhi Addosso” torna a una dimensione più corale, lasciando a diversi rapper la libertà di interpretare la sensazione di camminare soli di notte sentendosi comunque osservati.
La title track “Due Passi la Notte” chiude idealmente il percorso riportandolo al gesto più semplice da cui tutto è partito: uscire, mettere le cuffie e camminare.
Con il suo primo lavoro solista, Carma sceglie quindi di non alzare artificialmente il volume della propria storia. Racconta quello che conosce: la provincia, gli amici, le città vissute, i ricordi e le notti passate a mettere ordine nei pensieri.
Ed è proprio questa aderenza alla realtà a dare identità a “2 Passi la Notte”.
