Due parole su Timeless, il nuovo brano di Sclaice
Sclaice realizza una delle produzioni più libere e musicalmente articolate del proprio percorso, riuscendo a far convivere Deep House, Jazz, Be-Bop, Funk, bossa nova e Hip Hop senza dare l’impressione di trovarsi davanti a un esercizio di stile.
Timeless cresce attraverso gli strumenti e affida inizialmente il racconto al piano Rhodes, all’organo, alla chitarra Funk e soprattutto al sax tenore di Claudio Gatti, presenza capace di dare profondità e calore all’intero arrangiamento. La componente elettronica non appiattisce quella suonata: le due dimensioni procedono insieme, costruendo un’atmosfera elegante, estiva e lievemente malinconica. Particolarmente riuscita è la scelta di non introdurre immediatamente il rap.
Sclaice lascia respirare la produzione e compare come MC soltanto nella seconda parte, modificando l’energia del pezzo senza interromperne la continuità. È proprio questa struttura a rendere “Timeless” qualcosa di più di una semplice contaminazione tra generi: il DJ Producer e il rapper diventano due momenti complementari della stessa identità. Anche il breve passaggio in bossa nova trova una propria funzione, alleggerendo il ritmo e valorizzando gli interventi strumentali. “Timeless” conserva la cultura Boom Bap come radice, ma dimostra che la fedeltà alle origini non deve necessariamente tradursi nella ripetizione delle stesse formule.
Sclaice sceglie una strada meno prevedibile e firma un ritorno raffinato, coerente e curato, capace di parlare sia a chi cerca tecnica produttiva sia a chi vuole lasciarsi trasportare dal suono.
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