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Maggio 1, 2026

“BORDERLINE” recensione: Shama24k firma il suo progetto più crudo e consapevole

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Con “BORDERLINE”, Shama24k consegna alla scena un album che non cerca scorciatoie.

Dieci tracce che suonano come pagine strappate da un diario personale, dove la musica diventa il mezzo per affrontare tutto ciò che spesso resta in silenzio. Non è un disco costruito per compiacere, ma per raccontare.

La prima cosa che colpisce è la presenza costante di una dualità. In “BORDERLINE” non esiste solo Shama24k, ma soprattutto Gabriele. Questa divisione non è mai forzata, anzi diventa il cuore pulsante del progetto: due voci che si alternano, si sovrappongono e a volte si scontrano. Il risultato è un dialogo interno che rende l’ascolto vivo, quasi come assistere a un confronto in tempo reale tra identità diverse ma inseparabili.

Dal punto di vista dei contenuti, l’album non si tira indietro. Dipendenze, fallimenti, orgoglio e traguardi vengono raccontati senza filtri, con una scrittura che punta dritta al punto. Non c’è ricerca di metafore complesse o costruzioni artificiose: qui tutto è diretto, a tratti anche scomodo. Ed è proprio questa scelta a dare forza al disco.

Uno degli aspetti più interessanti è la prospettiva con cui viene costruita la narrazione. “BORDERLINE” si sviluppa attraverso lo sguardo di chi convive con un disturbo borderline della personalità. Questo si traduce in un continuo alternarsi di stati emotivi: momenti di lucidità lasciano spazio a fasi più caotiche, creando un equilibrio instabile che diventa parte integrante dell’esperienza d’ascolto.

Anche musicalmente il disco segue questa linea. Le produzioni oscillano tra atmosfere cupe e malinconiche e aperture più melodiche, accompagnando il racconto senza mai sovrastarlo. Le basi restano funzionali al testo, lasciando spazio alla voce e alle parole, che restano il vero centro del progetto.

All’interno dell’album trova spazio anche una riflessione più matura, legata al tema della paternità. È un elemento che aggiunge profondità e che segna un’evoluzione nel modo in cui l’artista guarda a sé stesso e al proprio percorso, portando nel disco una nuova consapevolezza.

“BORDERLINE” è un lavoro che non cerca di semplificare la realtà, ma di restituirla per quello che è: complessa, contraddittoria, a tratti difficile da sostenere. Shama24k riesce a trasformare tutto questo in musica senza perdere autenticità, costruendo un album che funziona proprio perché non ha paura di mostrare le proprie crepe.

In definitiva, “BORDERLINE” è una recensione aperta della propria vita, più che un semplice disco. Un progetto che parla di identità, fragilità e crescita, e che conferma Shama24k come una voce capace di raccontare senza filtri ciò che spesso resta nascosto.

CREDITS 

Artista: Shama24k 

Titolo: BORDERLINE

Produzioni: Gheb, Ghemish, Zilla, Mike Defunto, Sterza, Boisié

Mix e Master: Ghemish, Fusix, Ozzy

Feat: Plant, Holy Francisco, Ëgo. Raspyy, Boisié

Management e Publishing: Hustle Music Group SRL

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