LOADING...

Back To Top

Marzo 19, 2026

SNOK BROWN, “FAR WEST”: STRADA, BASSI E ZERO FILTRI

By

Niente folklore, niente pistole giocattolo. Far West è strada pura tradotta in suono.

Fuori il 19 marzo 2026, il nuovo EP di Snok Brown con i Flexional è un lavoro corto, diretto e senza distrazioni: cinque tracce, un concept chiaro, un mood che non molla mai la presa.

Qui il West è urbano. È sopravvivenza, scelte, identità. È stare dentro al gioco sapendo che ogni mossa conta.

Suono: pochi elementi, massimo impatto

I Flexional vanno dritti al punto: beat essenziali, bassi profondi, ritmi serrati. La chitarra entra come una lama e porta dentro quell’immaginario western, ma senza nostalgia. Tutto suona attuale, crudo, funzionale alle barre.

Snok Brown sopra ci costruisce un racconto senza filtri. Flow preciso, penna concreta. Nessun riempitivo.

5 tracce, nessuno spreco

Si parte con Colpi Pesanti, intro rapida che setta subito il clima.
Se ti perdi tuo danno allarga il respiro ma resta lucida sulle conseguenze.
Far West è il centro: concept e suono si incastrano perfetti.
Samba do MPC con Myfault cambia vibrazione, più libera.
BIG chiude spingendo forte sulla drum’n’bass.

Il punto

Far West non vuole piacere a tutti. Vuole essere coerente. E lo è.
Snok Brown e i Flexional firmano un EP compatto, identitario, che suona come una dichiarazione: la strada è ancora il terreno più vero da raccontare.

Pochi colpi. Tutti a segno.

BIO SNOK BROWN – Snok Brown è un rapper e MC veneziano, attivo anche come selecta nel panorama reggae, dub, d’n’b e jungle. Nato e cresciuto a Venezia, unisce l’anima viscerale dell’hip hop classico alle sonorità black e UK, che da sempre influenzano la sua scrittura e il suo approccio musicale. Attivo dai primi anni 2000, debutta con i TK Family e successivamente entra nel collettivo Musou Sound, realtà che lo vede protagonista sia come MC che come selecta. Dopo varie collaborazioni e progetti indipendenti, nel 2014 pubblica “Nobody Knows” per Unlimited Platform (Unlimited Struggle), un album di culto con la partecipazione di artisti come Stokka, Blo/B, Cali, Azot1 e Bras, e produzioni firmate da DJ Shocca, Aleaka, Max Fisher, Clefco e altri. Negli anni successivi continua a lavorare tra musica e sound system culture, mantenendo uno stile coerente e autentico. Nel 2024 torna con “Working Class”, prodotto da Flexional, e nel 2025 pubblica “Ombre EP”, interamente prodotto da Eros Urban, un progetto che segna la maturità artistica del rapper e il suo legame profondo con la sua città. Voce riconoscibile e penna diretta, Snok Brown rappresenta una Venezia viva e reale, fatta di suoni profondi, parole pensate e impegno sociale.

BIO FLEXIONAL – Flexional è un progetto musicale composto dai produttori KappaDee e DJ Eugene. La loro collaborazione è caratterizzata da un mix eclettico di Hip-Hop,Trip-Hop, Reggae e Drum n’ Bass, con una forte enfasi su groove avvincenti e sonorità ricercate. Il loro debutto musicale è stato accolto con entusiasmo nella scena underground, grazie a tracce che combinano bassline potenti, ritmi intricati ed un uso creativo dei campionamenti creando atmosfere coinvolgenti e dinamiche, sia in studio che durante le loro esibizioni live, dove spesso utilizzano i giradischi come strumenti musicali (turntablism) e strumenti analogici e digitali per offrire performance uniche e interattive. Nel corso della loro carriera, i Flexional hanno pubblicato vari album e EP, lavorando con diverse etichette indipendenti (Breathe records, Elastica, Monkey Dub records, Putch records, We Bring Bass records) e condiviso il palco con artisti come l’Entourloop, Kill Emil, Colle der Fomento, DJ Shocca, Murubutu, Noyz Narcos, partecipando inoltre a numerosi festival ed eventi musicali in Italia e all’estero.Il duo continua a sperimentare spingendosi oltre i confini della loro arte grazie anche alla collaborazione con numerosi artisti dagli stili differenti, in una continua ricerca sonora attenta all’innovazione e alla qualità delle produzioni. Flexional rappresenta una fusione tra musiche tradizionali di diversi luoghi ed epoche, fondendole con musiche contemporanee.

Prev Post

Naesh e la bellezza del rallentare: tra Liguria, memoria e scelte personali

Next Post

Cloaca: tra freestyle, provincia e identità in “In the Wash” – Intervista

post-bars